Archive: Web 2.0

Build Your Own Web 2.0 Application Using Fluff and Hot Air
So you have a great idea that you want to turn into the Next Big Thing? Well, jump aboard the Web 2.0 bandwagon! The momentum that’s building behind web applications means there’s never been a better time to start reaping the rewards of your hard work.

Wait! Hard work? Not interested in hard work? Don’t have the time to put in all those late nights fixing bugs and adding killer features? Then this article is for you. We’ll show you how to go from idea to well-funded application without writing any code at all.

Thought that all you had to do was add “Beta” to your product for it to be successful? Not true! In today’s climate it’s possible to arrange first-round venture capital funding and get your flavour-of-the-month web app snapped up by Yahoo! before you even reach beta.

We call this Getting Rich.

Web2.0 List, Web 2.0 Site

Web2.0 List, Web 2.0 Site

Web 2.0 List is a great website to track what’s going on with web 2.0.

I’ve found some great websites browsing that list:

http://pandora.com/

http://www.eyeos.org/

http://www.meetro.com/

And many others…

WEB 2.0

Non è dal lavoro che nasce la civiltà:
essa nasce dal tempo libero e dal gioco.
“(Alexandre Koyrè)

Ieri pomeriggio ho assistito ad un bellissimo seminario sul WEB 2.0.

Qualcuno ne avrà sentito parlare, in fondo è una definizione del 2004, altri ne sanno poco o niente. Perciò vi consiglio di andare sul sito di Ferruccio Zamuner (il relatore ed ideatore, nonchè Wizard a Dungeon & Dragons nel 1990 quando giocavamo insieme ed io ero un Guerriero) www.nonsolosoft.com e leggere le slides della presentazione.

Mi sono accorto che finalmente, il web sta andando in quella che io ho sempre pensato che fosse la direzione giusta. Più che il web è l’informatica e l’informatico. In sintesi i temi più significativi dal mio punto di vista sono che:

  • si torna a dare importanza ai dati, ovvero alle informazioni ed al loro trattamento (d’altra parte l’informatica tratta informazioni)
  • i avvicinano i dati che sono lontani all’utente e non viceversa
  • gli utenti sono responsabili e proprietari dei dati
  • le persone in quanto tali riprendono dignità ed importanza, soprattutto i programmatori o per meglio dire gli informatici veri
  • si da il giusto valore all’intelligenza ed alla creatività
  • è un primo farmaco contro l’impresa tossica che vuole possedere l’uomo, renderlo schiavo e poi liberarsene quando non serve più
  • si torna a dare senso ai valori, alla solidarietà, alla collaborazione
  • si pensa di più a COSA si vuole che l’applicazione faccia piuttosto che COME (usando il linguaggio x, con il framework y e la tecnologia z)
  • ci si sta rendendo conto che non esiste il linguaggio o tecnologia che possa fare tutto, bensì i risultati si ottengono mescolando sapientemente quello che c’è a disposizione. Così come il barman è in grado di preparare dei cocktail gustosissimi con quello che ha a disposizione. Mica fa solo Martini con o senza oliva, no?!

Ne parleremo ancora di questo WEB 2.0 che non è qualcosa di tangibile, quanto piuttosto una filosofia anche piuttosto etica ed estetica, avvisaglia di un futuro prossimo venturo sicuramente migliore nel momento in cui la società industriale lascierà finalmente il posto a quella post-industriale (la definizione è provvisoria,  sociologi non hanno ancora rilevato l’elemento caratterizzante per poterla battezzare).

Per finire una storiella (SIESPI - Storie Extrasensoriali - Al Cinema).

In una tipica azienda informatica torinese, si sta vivendo un momento molto preoccupante. Il fatturato langue, gli utili scarseggiano ed anzi, per la prima volta, patisce l’onta di un bilancio in perdita. Il management, che ormai non sa più che fare, avendo esaurito quasi tutte le azioni derivate dal Taylorismo di inizio ‘900 ed avendo fallito tutti gli investimenti innovativi, decidono di porre in atto l’estremo atto: La riduzione del personale.

Tentano quindi di dissimulare in maniera un po’ derisoria un pensiero abbastanza difficile da spiegare allo staff: cioè che ci sarebbero state riduzioni, che le promozioni sarebbero state sospese e che non ci sarebbe stato più tutto quello che era stato promesso anni prima. Pensano dunque di usare una metafora, addentrandosi in un campo non loro. Invitano quindi i dipendenti ed i collaboratori in un ristorante a Siziano (vicino a Pavia), frazione Campo Morto, nei pressi del cimitero; e già la scelta del ristorante è indicativa sia di quale sarebbe stato l’argomento principale sia del fatto che avrebbe coinvolto anche la filiale milanese. I commensali sono tutti intorno al tavolo, i camerieri portano del gelato flambé, un gelato con uno zuccherino incendiato, una specie di lumino, un fuoco fatuo.

Mentre tutti, col gelato davanti, sembrano morti o meglio lapidi viventi, lui, il grande capo, dopo aver richiamato l’attenzione di tutti , tenta maldestramente la sottile ironia: “Volevo dire a tutti quanti di non preoccuparsi, ma la situazione di mercato è cambiata. Cosa deve fare un bravo giardiniere quando l’albero non dà più frutti?”

La vera ironia è però quella di tutti che alzandosi dicono “Concimare!”.

Il grande capo non coglie la grande verità nascosta dietro la battuta e proseguì dichiarando che qualcuno se ne sarebbe dovuto andare, anche se forse sarebbero state le risorse migliori e che l’azienda avrebbe sofferto, ma era l’unica cura. Ed in effetti così è stato. Peccato che anche il grande capo dovrà fare le valigie e trasferirsi a Dubai per fare impresa con i beduini, perchè anche questa azione non risanerà l’azienda e quindi “gli azionisti” presenteranno il conto. Avesse compreso il senso della battuta “Concimare!”, l’abero si sarebbe ripreso ed avrebbe fornito per molti anni ancora ricchi frutti. Tagliando i rami, compresi quelli migliori e più sani, l’albero avvizzisce e muore anche perchè non ha più di che alimentarsi.

Chi vuole capire… capisce (una parola è troppa e due sono poche - Nonno Libero)

Jay Guru Dev

Vjsoft57